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Michael Bay parla del suo Transformers 3 in questa lunga intervista!

Transformers - La vendetta del Caduto Michael Bay

Continuano a spuntare nel web gli aggiornamenti riguardo l’incontro con i giornalisti che Michael Bay ha recentemente tenuto per presentare il suo Transformers: Dark of the Moon. Il sito Slashfilm.com ha riportato l’intera intervista al regista. Qui sotto trovate la traduzione di alcuni passaggi particolarmente importanti. Si parla del film, di tecnologia 3D, della nuova arrivata Rosie Huntington-Whiteley e di molto altro ancora…

Ogni volta che parli di questo film, sembra come se tu abbia preso molto a cuore le critiche nei confronti del precedente capitolo.

Sì. Beh, ascoltate. Voi tutti scrivete storie. Ci sono storie che vi piacciono di più e altre che vi piacciono di meno, giusto? Così ci siamo trovati schiacciati da un’enorme pressione. Eravamo in produzione, ma non potevamo cominciare la produzione perché non c’era una sceneggiatura. Quindi abbiamo dovuto scriverla molto in fretta. La cosa è dura, perché hai avuto modo di mettere su un gruppo fantastico per girare il film e sei pronto ad andare in giro per il mondo. Ma non puoi perché queste cose ti bloccano. […] Con Ehren [Kruger, lo sceneggiatore del film] non è stato così. Voglio dire, abbiamo avuto otto mesi per preparare la storia.

Ci sarà una chiusura con questo capitolo?

Penso di sì. Ma si può comunque proseguire. Non con Shia però. Sta diventando vecchio! [Ride] Per me è come un fratello minore.

Per quanto riguarda il 3D, sembra che questa tecnologia sia in continua evoluzione. Saresti riuscito a fare un film in 3D un anno e mezzo fa, o stai approfittando dei progressi di questa tecnologia?

Penso che si tratti dell’evoluzione naturale della cosa. Solo due o tre anni fa pensavo si trattasse di una moda passeggera. Dopo c’è stato il boom, mi è piaciuto, mi si è sempre trattato di un mondo in CG. Sono molto amico di Jim [Cameron]. Mi ha invitato più volte sul set. […] Io sono, come dire, vecchio stile. Mi piace girare i film alla vecchia maniera. Mi piacciono le acrobazie tradizionali, girate sul set. Da quel punto di vista faccio decisamente parte della vecchia scuola.

Non puoi girare film. Devi spostarti nel regno del digitale per girare in 3D.

Ok, ora ti spiego. Le telecamere 3D sono digitali. […] Tutti quanti continuavano a ripetermi che avrei aggiunto giorni di riprese sulla tabella di marcia. Solitamente mi piace portarmi avanti con il lavoro e decidere in anticipo dove piazzare la telecamera durante le riprese. […] Con il 3D mi dicono che questo non è possibile. […] Allora mi sono detto “non ho intenzione che questa cosa mi rallenti”. […] Abbiamo trovato una società che converte il girato in 3D, ottenendo una differenza impercettibile dal 3D nativo. […] Così quello che ho fatto è stato girare molto materiale in maniera tradizionale e alcune scene direttamente in 3D.

Con tutto il rispetto, sembra però che tu abbia avuto molte ragioni per non girare in 3D. Cos’è che ti ha fatto cambiare idea alla fine?

Jim viene da me all’ultimo minuto e mi dice: “Mike, andiamo!” Lui è come il mio idolo e mi dice: “Mike, dai! Noi abbiamo fatto tutto”. E io penso: “Non ho fatto tutto”. Poi mi dice: “È solo un giocattolo, un nuovo giocattolo!”.

La cosa da un certo punto di vista rinvigorisce il franchise. Cosa c’è dunque di nuovo rispetto a quanto mostrato in precedenza?

Beh, ci sono un sacco di scene che non avete mai visto prima. Ci sono molte scene d’azione che non ho mai realizzato prima e questo è sicuramente molto cool. […] È come se in questi due anni abbia lavorato ogni singolo giorno per recuperare la delusione del secondo capitolo e lasciare la saga nel miglior modo possibile.

È come se tu avessi girato un Rio Bravo con i robot.

In un certo senso sì.

Tu e Ehren avete lavorato otto mesi su questa storia. Cosa ritieni di essere riuscito a fare con questo film che non era stato fatto nel primo? Hai detto che i robot hanno più carattere…

È vero. E viene anche detto molto di più su di loro. In questa storia i robot sono molto coinvolti.

Puoi spiegarci meglio quello che intendi?

Beh, odio svelare certi segreti.

Ovviamente sappiamo che Optimus Prime è il robot principale.

Certo. E si impareranno anche molte altre cose riguardo al gerarchia e sulla storia passata di Cybertron. Leonard Nimoy ha un ruolo molto importante.

I gemelli sono stati dei personaggi che hanno diviso il pubblico. Anche chi ha gradito il film non li ha apprezzati perché sono troppo buffi.

Sì, ci siamo sbarazzati di loro. Abbiamo due piccoli personaggi in questo film. All’inizio sono buffi ma poi hanno la loro rivincita. E sono divertenti.

Nuovi personaggi?

Uno è nuovo, il suo nome è Brains.

Hai ucciso i gemelli?

No, non ci sono proprio.

Molti degli attori presenti nel cast avevano già lavorato con te nei precedenti capitoli. Erano abituati al tuo modo di lavorare. Poi ad un certo punto è arrivata Rosie Huntington-Whiteley, che non solo si è trovata per la prima volta a lavorare con te, ma era anche alla sua prima esperienza come attrice. Com’è stato per lei?

Con Rosie? Ascolta, abbiamo fatto l’audizione a più di 500 ragazze, solo per scrupolo. […] Lei è una persona veramente brillante. Ha un affascinante accento inglese. Ha la testa ben piantata sulla spalle. Ha sempre detto di voler recitare. E io ho realizzato questo suo desiderio. […]Denis, la ragazza che si è occupata dei casting, è venuta da me dicendo “Mike, c’è qualcosa in questa ragazza che è speciale”.

L’hai già visto in 3D?

Ho visto molte scene in 3D. Le guardiamo ogni giorno. Fa parte del processo.

Hai fatto vedere qualcosa a James Cameron?

Lo vedrà presto. Ho intenzione di mostrargli qualcosa questa settimana.

L’uscita di Transformers: Dark of the Moon è prevista per l’1 luglio 2011 in America. Per maggiori informazioni potete consultare le nostre News dal Blog. Vi ricordiamo inoltre che il film si trova anche su Facebook, con la pagina ufficiale italiana e quella americana. Qui invece trovate il sito ufficiale.

Filippo Magnifico